A Rio de Janeiro maxi operazione anti narcos: 64 morti

Rio de Janeiro

Fuoco e fumo hanno avvolto le favelas di Rio de Janeiro, trasformando la città in un campo di battaglia. Nella giornata di ieri oltre 2.500 agenti della polizia militare e della task force speciale hanno dato il via a una massiccia operazione contro il Comando Vermelho, la più potente organizzazione criminale del Brasile. L’intervento, ordinato dal governatore Cláudio Castro del Partito Liberale, ha provocato almeno 64 morti, tra cui quattro agenti, e più di 80 arresti.

Secondo le autorità, l’obiettivo dell’operazione denominata Contención (“contenimento”) è stato quello di limitare l’espansione territoriale del gruppo criminale, che dalle favelas di Rio estende ormai la propria influenza in tutto il Paese, grazie a una rete di alleanze con gang locali e narcotrafficanti provenienti da altri stati.

Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nei complessi di Alemão e Penha, due delle aree più densamente popolate della città, abitate da circa 280 mila persone. In risposta, i criminali hanno usato droni armati di granate, fucili d’assalto capaci di abbattere elicotteri e autobus sequestrati per bloccare le vie d’accesso. Sui social, i residenti hanno descritto le scene come “da guerra”, con raffiche di oltre duecento colpi al minuto e civili costretti a barricarsi nelle proprie case.

Il bilancio ufficiale parla di 93 armi da fuoco sequestrate e oltre mezza tonnellata di droga recuperata. Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto indagini indipendenti, denunciando l’alto numero di vittime e i danni collaterali subiti dalla popolazione civile. L’operazione ha infatti causato la chiusura di 45 scuole, la sospensione dei servizi sanitari e la deviazione dei trasporti pubblici.

Il governatore Castro ha definito l’azione “un’operazione dello Stato contro i narcoterroristi” e ha chiesto l’intervento del governo federale. La risposta non si è fatta attendere: i ministri Rui Costa (Casa Civil) e Ricardo Lewandowski (Giustizia e Sicurezza) sono attesi a Rio per incontrare Castro dopo una riunione d’emergenza convocata al Palazzo del Planalto.

Il presidente ad interim Geraldo Alckmin, in attesa del rientro di Luiz Inácio Lula da Silva dalla Malesia, ha accolto la richiesta di sostegno. Tuttavia, all’interno del governo federale c’è chi accusa il governatore di sfruttare la crisi di sicurezza per finalità politiche in vista delle elezioni del prossimo anno.