Argentina, Milei trionfa a sorpresa alle elezioni di metà mandato

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Il presidente argentino Javier Milei ha ottenuto una chiara affermazione nelle elezioni legislative di medio termine del 26 ottobre 2025, nella quale il suo partito La Libertad Avanza (LLA) ha raccolto circa il 40,8% delle preferenze, battendo la coalizione peronista Fuerza Patria ferma al circa 24,5%.

Malgrado un contesto difficile – che comprendeva tagli al sociale, una grave crisi valutaria e un calo dei consensi – Milei è riuscito a ribaltare le attese, conquistando anche la provincia di Buenos Aires, tradizionale bastione peronista.

Il voto ha registrato una partecipazione al 67,85%, il dato più basso dal ritorno della democrazia nel 1983, segnale di un evidente affaticamento dell’elettorato.

Quali sono le ragioni della vittoria

La vittoria è vista come una sorta di “punto di svolta”, secondo lo stesso Milei, che intende imprimere una svolta radicale alla propria agenda economica, grazie a un “Congresso più riformista della storia dell’Argentina”.

Il sostegno estero, in particolare da parte degli Stati Uniti, ha rivestito un ruolo simbolico e pratico: il presidente USA Donald Trump ha elogiato Milei definendo il risultato una “vittoria schiacciante”, sottolineando che “la nostra fiducia in lui è stata confermata dal popolo argentino”.

I mercati hanno reagito con favore: azioni e obbligazioni argentine sono salite, mentre l’euforia verso un potenziale cambio di rotta ha spinto un miglioramento dell’umore finanziario.

Nonostante il risultato, le difficoltà restano numerose. LLA non ha conseguito una maggioranza assoluta in Parlamento: dovrà dunque negoziare con altri partiti per approvare le riforme ambiziose che intende.

Sul fronte economico, l’amministrazione ha già avviato un piano di austerità severa – con tagli alla spesa pubblica anche nei settori sensibili come sanità ed educazione – e benché l’inflazione sia scesa da oltre 200% a circa 30%, il potere d’acquisto dei cittadini resta sotto forte pressione.

Infine, scandali e interrogativi sulla trasparenza del movimento hanno attanagliato l’agenda politica del governo: dalla promozione della cripto-moneta Libra (poi crollata) implicando la sorella di Milei, ai casi di finanziamento legati a candidati della sua formazione.

Con questo successo elettorale, Milei si presenta rafforzato per accelerare l’attuazione delle sue riforme economiche: privatizzazioni, liberalizzazioni del lavoro e riduzione dello Stato centrale. La vittoria apre anche la strada a un suo possibile tentativo di rielezione nel 2027.

Tuttavia, il calo della partecipazione e la persistente insoddisfazione sociale rappresentano un campanello d’allarme: il governo dovrà restituire fiducia concreta agli elettori, altrimenti l’effetto ribalta potrebbe invertire la tendenza nelle prossime tornate elettorali.