Batterio Vibrio “mangia-carne” nel Mediterraneo: quali sono i rischi?

batterio mangia carne

Con il mare che a fine giugno ha già toccato i 30 gradi in diverse zone d’Europa, complice un’ondata di caldo che ha portato l’Italia oltre i 40°C, cresce l’attenzione delle autorità sanitarie su un batterio poco conosciuto ma potenzialmente pericoloso: il Vibrio. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha lanciato un’allerta specifica per l’intera stagione estiva, invitando a prestare attenzione soprattutto al consumo di molluschi crudi e ai bagni con ferite aperte.

Che cos’è il Vibrio e perché prolifera col caldo

I Vibrio sono una famiglia di batteri acquatici che vivono naturalmente nelle acque costiere dove si incontrano acqua dolce e acqua salata, prosperando in condizioni di temperatura elevata e salinità moderata. La malattia che provocano, la vibriosi, può manifestarsi in due modi distinti: come infezione alimentare, dopo il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, oppure come infezione cutanea, quando il batterio penetra attraverso tagli, ferite aperte o piercing recenti durante il bagno.

Nella maggior parte dei casi i sintomi restano contenuti: diarrea acquosa, dolori addominali, nausea, vomito e febbre per le forme alimentari; arrossamento, gonfiore e dolore per le infezioni cutanee, che possono includere anche otiti. A destare più preoccupazione è però il Vibrio vulnificus, ribattezzato dai media “batterio mangia-carne”: nei casi più gravi può causare fascite necrotizzante, sepsi e, in situazioni estreme, rendere necessaria l’amputazione dell’arto colpito. Restano le persone più vulnerabili quelle con sistema immunitario indebolito o con malattie croniche del fegato.

Le zone europee storicamente più colpite restano il Mar Baltico, le acque di transizione verso il Mare del Nord e il Mar Nero, dove nel 2018, anno di una lunga ondata di calore, i casi salirono a 445, più del triplo della mediana di 126 registrata tra il 2014 e il 2017. Il Mediterraneo, spiegano gli esperti, è stato finora protetto dalla sua salinità più elevata rispetto al Baltico, ma le temperature dell’acqua sempre più vicine ai 30 gradi, unite alle foci dei fiumi e alle lagune dove la salinità si abbassa, stanno creando microambienti favorevoli alla proliferazione del batterio anche alle nostre latitudini.

“Parlare di ‘batterio mangia carne’ rende l’idea della serietà di alcune infezioni, ma rischia anche di creare allarme”, ha spiegato il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano. “Nella maggior parte dei casi il rischio resta basso, purché si adottino comportamenti corretti. Non significa che siamo davanti a un’emergenza in Italia, ma che si devono aumentare attenzione, sorveglianza e prevenzione”.

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), l’aumento degli eventi meteorologici estremi ha già determinato negli ultimi vent’anni una crescita delle infezioni da Vibrio in Europa, con livelli nei frutti di mare destinati a salire ulteriormente a livello globale. Per ridurre il rischio, l’Ecdc raccomanda di evitare il consumo di ostriche e altri molluschi crudi o poco cotti, di non fare il bagno in acque salmastre o poco profonde in presenza di ferite aperte, e di consultare la propria mappa interattiva, aggiornata quotidianamente con previsioni a cinque giorni sulla diffusione del batterio nelle acque europee.