Crans Montana, il governo svizzero darà 55.000 euro a sopravvissuti e famiglie delle vittime

Crans Montana. Il Consiglio federale svizzero ha annunciato oggi 25 febbraio 2026 un contributo di solidarietà una tantum da 50.000 franchi svizzeri per i sopravvissuti gravemente feriti e per le famiglie in lutto dell’incendio del bar “Le Constellation” a Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno e costato la vita a 41 persone, con 116 feriti. 
Secondo quanto riferito dalle autorità, il pagamento è pensato come sostegno rapido e come gesto di vicinanza verso le vittime, in un contesto in cui i percorsi assicurativi e di responsabilità civile possono rivelarsi complessi e lunghi. 
La misura non si limita al bonus individuale. Il governo ha annunciato anche la convocazione di una tavola rotonda per facilitare intese tra vittime, assicuratori e autorità, con l’obiettivo di favorire accordi extragiudiziali ed evitare anni di contenziosi. In questo quadro, la Confederazione intende contribuire agli accordi con un plafond fino a 20 milioni di franchi. 
In parallelo, Berna prevede di stanziare 8,5 milioni di franchi per sostenere i Cantoni coinvolti nel coprire i costi straordinari legati alla gestione dell’emergenza e dell’assistenza. 
Il pacchetto di misure arriva dopo un’analisi dell’Ufficio federale di giustizia che avrebbe evidenziato lacune nei sistemi di supporto esistenti, ritenuti più adatti a casi individuali che non a disastri di ampia scala con numerose vittime e implicazioni transfrontaliere (tra feriti e familiari). Il Consiglio federale ha inoltre espresso l’auspicio che il Parlamento possa accelerare l’iter della legislazione dedicata al sostegno delle vittime. 
Il ruolo del Vallese e la fondazione “Beloved”
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Sul territorio, resta centrale anche l’azione del Cantone del Vallese, che nelle scorse settimane ha avviato strumenti di primo aiuto e ora formalizza la parte “strutturale” della raccolta fondi: la fondazione Beloved, creata per canalizzare la solidarietà e attenuare per quanto possibile le conseguenze economiche sulle persone colpite, in attesa che i profili di responsabilità vengano chiariti (un percorso che, come ricordano le autorità, potrebbe richiedere tempo). 
La fondazione sarà presieduta da Doris Leuthard, già presidente della Confederazione elvetica. La dotazione iniziale è di 1 milione di franchi, mentre le promesse di donazioni, secondo le comunicazioni ufficiali e le ricostruzioni dei media svizzeri, arrivano a circa 17 milioni di franchi. 
Nel consiglio di amministrazione siedono, tra gli altri, rappresentanti dei donatori e delle famiglie delle vittime svizzere e francesi; manca per ora il delegato italiano, per il quale – secondo quanto comunicato – sono in corso le procedure di designazione. 
La scelta della Svizzera punta dunque su un doppio binario: aiuto immediato (i 50.000 franchi) e strumenti per una soluzione complessiva (accordi extragiudiziali, fondazione, copertura dei costi cantonali). Un tentativo di evitare che, oltre al trauma, le vittime e i familiari restino impantanati per anni tra carte assicurative, cause e rimpalli di responsabilità.


