Erdogan ha regalato una pistola a tutti i leader della Nato (e ora c’è chi non sa che farsene)

Dopo due giorni di vertice Nato ad Ankara, i leader mondiali si sono ritrovati in valigia un’arma. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha deciso di fare un dono singolare ai capi di Stato e di governo al momento della loro ripartenza. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto il regalo, protocollato come previsto per tutti i doni di rappresentanza ricevuti dai premier in Italia.
Una Gumusay 357 Magnum personalizzata con tanto di dedica
L’obiettivo di Erdogan, con questa scelta, sarebbe stato quello di richiamare l’attenzione sull’industria della difesa turca e sulla sua centralità per il Paese. Secondo alcune immagini diffuse, l’arma sarebbe una Gumusay 357 Magnum, una rara pistola a sei colpi prodotta dall’azienda turca MKE negli anni ’90. Ogni rivoltella era rigorosamente personalizzata con il nome del leader destinatario, custodita in una scatola rossa foderata di nero insieme a sei proiettili e una dedica. In dotazione anche un documento che esentava l’arma dalle restrizioni sull’export.
Il caos tra gli staff: chi la denuncia, chi la lascia in Turchia
Il regalo ha lasciato spiazzati diversi leader di ritorno dalla capitale turca, costringendo gli staff a rapide consultazioni sul protocollo da seguire. Il team del premier belga ha raccontato che Bart De Wever si è accorto della natura del regalo solo una volta atterrato in patria: “Il primo ministro è rimasto sorpreso e l’ha immediatamente consegnata alla polizia aeroportuale affinché venisse custodita in una cassaforte”. Lo stesso staff si è occupato anche dei regali destinati a Ursula von der Leyen e Antonio Costa, atterrati nello stesso scalo.
Il premier britannico Keir Starmer ha fatto sapere, già durante il volo di ritorno a Londra, di aver deciso, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al premier olandese Rob Jetten, di lasciare l’arma direttamente in Turchia. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha invece affidato la pistola al ministero dell’Interno, che l’ha consegnata alla Guardia Civil con l’incarico di renderla inutilizzabile prima di conservarla come pezzo da collezione. Giorgia Meloni, dal canto suo, appena atterrata in Italia ha avviato le procedure per denunciarne il possesso: l’arma è stata poi registrata a Palazzo Chigi ed è entrata nelle disponibilità della Presidenza, protocollata come ogni altro omaggio ricevuto dalla premier.
Von der Leyen la dona a un museo, Carney lascia i proiettili
Ursula von der Leyen “ha espresso la sua gratitudine” a Erdogan per il dono, secondo quanto riferito dal suo portavoce, precisando però che l’arma verrà dismessa e donata a un museo militare. Il premier canadese Mark Carney ha invece scelto una via di mezzo: ha imbarcato con sé la pistola, ma ha lasciato i sei proiettili in Turchia.
In Italia, le disposizioni sui regali di rappresentanza sono in vigore dal 2007, introdotte dall’allora governo Prodi: prevedono che tali doni non possano essere trattenuti a titolo personale, ma vengano catalogati e custoditi negli spazi ufficiali del governo, per essere eventualmente esposti in mostre o devoluti in beneficenza dopo un certo periodo. Una procedura standard che non ha comunque evitato le polemiche: Angelo Bonelli di Avs ha definito l’episodio “l’immagine plastica di una Nato che dice di garantire la pace e intanto distribuisce armi da fuoco come gadget tra capi di Stato”, accusando il governo italiano, a differenza di quanto fatto da Starmer, di aver mantenuto il silenzio sulla vicenda.


