Incendio killer in Andalusia, 12 morti intrappolati in auto mentre scappavano dalle fiamme

Nel comune di Los Gallardos, in Andalusia, nel sud della Spagna, un devastante incendio boschivo ha provocato la morte di almeno 12 persone. Il presidente della comunità autonoma, Juanma Moreno, ha parlato di otto feriti, quattro dei quali in condizioni molto gravi, e di almeno 23 persone ancora non rintracciate. Il bilancio resta provvisorio, mentre le fiamme hanno ormai divorato circa 4.000 ettari di pinete e macchia mediterranea, nell’incendio più letale mai registrato nella storia della regione.
La strada trasformata in trappola mortale
L’incendio è divampato giovedì pomeriggio, dopo che diversi testimoni avevano segnalato al servizio di emergenza la caduta di un cavo elettrico vicino a una strada statale, in prossimità di vegetazione secca. Secondo la principale ipotesi al vaglio degli investigatori, si sarebbe trattato di un “incendio da cunetta” innescato dalla caduta di un traliccio appartenente a un impianto privato abbandonato: le società Red Eléctrica ed Endesa hanno escluso responsabilità dirette delle proprie linee. Le fiamme si sono propagate con una velocità impressionante, complici raffiche di vento superiori ai 50 km/h e una vegetazione resa aridissima dalle settimane di caldo estremo, trasformandosi in un fronte di fuoco lungo 15 chilometri in meno di due ore.
Secondo la ricostruzione del quotidiano locale Diario de Almería, molte delle vittime sono state trovate all’interno delle proprie auto, in un tratto di strada lungo il letto di un fiume che si è trasformato in una trappola senza via d’uscita. Le persone sarebbero state sorprese dalla rapidità delle fiamme in una zona dal terreno impervio, con abitazioni sparse lungo il pendio. Secondo il governatore Moreno, un gruppo di nove persone che inizialmente si era rifiutato di seguire l’ordine di evacuazione avrebbe poi tentato la fuga in un secondo momento, con l’incendio ormai troppo vicino: sette di loro sono morte, due sono state trasportate d’urgenza all’ospedale di Siviglia per gravi ustioni. La maggior parte delle vittime, ha spiegato Moreno, sarebbe di nazionalità straniera, in particolare britannica e belga, anche se l’identificazione ufficiale, che richiederà l’esame del Dna, è ancora in corso.
Oltre mille evacuati, mobilitato l’esercito
Nelle prime ore di venerdì gli abitanti di cinque quartieri di Los Gallardos e della vicina Bédar sono stati fatti evacuare, mentre altre 80 persone sono state trasferite da Antas in un convento. Il governo regionale ha disposto l’evacuazione precauzionale di altri mille residenti circa, portando il totale degli sfollati a oltre 1.150 persone. Il centro sportivo comunale è stato aperto come rifugio d’emergenza. Sul fronte occidentale dell’incendio sono impegnati venti mezzi aerei e reparti dell’Unità Militare di Emergenza spagnola, mentre la Guardia Civil sta effettuando ricerche casa per casa nelle zone colpite, non ancora del tutto raffreddate, nel tentativo di individuare i dispersi.
Il ministro regionale della Sanità e delle Emergenze, Antonio Sanz, ha definito l’accaduto “una tragedia senza precedenti”, mentre il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha assicurato che “tutte le risorse materiali e umane del governo spagnolo sono già state mobilitate”. Prima della partita valida per il Mondiale tra Spagna e Belgio, disputata venerdì sera davanti a circa 80mila spettatori, è stato osservato un minuto di


