Maxi incendio al deposito Bartolini, fiamme domate ma resta l’allerta: “Tenete le finestre chiuse”

incendio bartolini

È stato domato nella notte, dopo circa 12 ore di lavoro, il vasto incendio divampato mercoledì sera nel quartiere Bovisa, a Milano, in un deposito di smistamento del corriere Bartolini (oggi Brt), di fronte a uno studentato e a poche centinaia di metri dal campus del Politecnico. Le fiamme hanno interessato un’area di circa 8mila metri quadrati, distruggendo capannoni, container e una quindicina di camion parcheggiati nel piazzale antistante.

Le fiamme, le esplosioni e l’intervento dei vigili del fuoco

L’incendio è scoppiato poco prima delle 19:30 di mercoledì 8 luglio in via Don Giovanni Minzoni, secondo le prime informazioni a partire da un container, per poi propagarsi rapidamente in uno dei due capannoni centrali del deposito. Dall’edificio si è alzata un’altissima colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza anche da alcuni comuni dell’hinterland, preceduta da diverse esplosioni provocate dal materiale in fiamme, tra cui il poliuretano di rivestimento di alcuni container.

Sul posto sono intervenute decine di squadre dei vigili del fuoco di Milano, rinforzate da quelle del comando di Monza: complessivamente circa 50 pompieri, con 6 autopompe serbatoio, 4 autobotti pompa, 3 autoscale, un carro aria e un drone del nucleo Sapr per monitorare dall’alto l’evoluzione delle fiamme. “Da subito ci siamo resi conto che c’era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta e uno studentato vicini, ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci”, ha raccontato un caposquadra dei vigili del fuoco. Il comandante provinciale Mauro Caciolai aveva spiegato in serata la strategia di intervento: “Cerchiamo di fare il possibile dall’esterno, tenendo conto che tutti gli accessi sono sormontati da una copertura di quasi 5 metri di profondità, quindi dobbiamo stare a una decina di metri di distanza per buttare acqua”.

Con l’incendio domato, restano ancora accesi due bilici carichi di biciclette elettriche, che i pompieri continuano a raffreddare dall’esterno per evitare l’innesco delle batterie al litio, potenzialmente esplosive. Secondo l’ultimo bilancio dei vigili del fuoco, il 95% del rogo risulta spento, ma le operazioni di bonifica e smassamento potrebbero proseguire ancora per uno o due giorni. Non risultano feriti né intossicati tra il personale amministrativo, di magazzino e gli autisti presenti al momento dello scoppio dell’incendio.

Aperta un’inchiesta, non esclusa l’ipotesi sabotaggio

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per accertare le cause del rogo. Tra le piste al vaglio degli inquirenti, in via del tutto precauzionale, non viene esclusa nemmeno quella di un possibile atto doloso, alla luce di alcuni recenti episodi di sabotaggio avvenuti in Germania e ipoteticamente riconducibili ad azioni di matrice russa contro infrastrutture logistiche europee. Al momento, tuttavia, non ci sono elementi che confermino questa pista rispetto a un semplice incidente.

Le raccomandazioni di Arpa e Comune per la qualità dell’aria

Ancora per la giornata di oggi, Arpa Lombardia e Ats raccomandano ai residenti della zona, nel raggio di 2 chilometri dal deposito, di tenere le finestre chiuse, evitare di sostare all’aperto e, per i bambini, di non giocare nei parchi pubblici o privati né negli spazi esterni di nidi e scuole dell’infanzia. Si consiglia inoltre di non consumare frutta e verdura coltivata sui balconi o negli orti nelle vicinanze del rogo. Le prime analisi della qualità dell’aria effettuate da Arpa non hanno evidenziato valori critici per gli inquinanti monitorabili direttamente sul posto, sebbene siano stati rilevati gli inquinanti tipici della combustione. Nelle prossime ore verrà ritirato il primo filtro del campionatore installato in zona, che sarà inviato al laboratorio di Milano per la ricerca di eventuali sostanze microinquinanti come diossine, furani e Ipa.

L’azienda Brt ha fatto sapere di stare collaborando con vigili del fuoco, autorità giudiziaria, Arpa e Protezione civile per la messa in sicurezza del sito, precisando che all’insorgere delle fiamme sono state immediatamente attivate le procedure interne di sicurezza antincendio. Sul posto è intervenuto anche l’assessore comunale alla Protezione civile Marco Granelli: “Abbiamo avvisato chi abita in zona di stare in casa, tenere le finestre chiuse e non far andare il condizionatore, e in base alle misurazioni dell’Arpa vedremo se ci saranno altre indicazioni”.