Promuoveva sul web corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche, per una quota annuale d’iscrizione di 1.500 euro. Peccato che non fosse una vera università. È quanto scoperto dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, che hanno notificato un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Nicola Gratteri, nei confronti di 37 persone indagate.
Trentasette indagati, 459 lauree false in vent’anni
Degli indagati, 34 sono ritenuti destinatari dei titoli rilasciati dall’ente, mentre i restanti tre sono accusati di essere i promotori dell’associazione per delinquere che avrebbe organizzato l’intero sistema. Il gip ha disposto il sequestro del sito internet, delle pagine Facebook e Instagram riconducibili all’ente, oltre ai certificati di laurea triennale e magistrale oggetto delle indagini. Le accuse contestate, a vario titolo, sono associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli.
L’inchiesta, coordinata dalla Sezione II della Procura di Napoli, specializzata nei reati contro la pubblica amministrazione, è partita da una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, che aveva notato irregolarità nell’attività dell’ente. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione dedita al rilascio di titoli attraverso un ateneo non accreditato né riconosciuto dal sistema universitario italiano, e quindi privo di qualsiasi valore legale. Durante le perquisizioni, i finanzieri hanno accertato l’assenza di una reale struttura universitaria. Nelle abitazioni dei principali indagati è stata trovata una copiosa documentazione relativa al rilascio, tra il 2004 e il 2024, di certificati di laurea a 459 soggetti, di cui 49 honoris causa, tutti recanti il sigillo contraffatto della Regione Campania.
Il finto ateneo “attivo da 50 anni” e la laurea a Pippo Franco
Per dare all’istituzione un’apparenza di ufficialità, sul portale venivano riportati riferimenti a presunti accreditamenti presso enti e registri pubblici, oltre all’utilizzo del logo della Regione Campania. L’ente, che si presentava come Università Popolare degli Studi Sociali e del Turismo (UNI.PO.S.S.T.), in passato denominata “Libera Facoltà di Scienze Sociali e del Turismo”, sosteneva sul proprio sito di operare da oltre 50 anni, di aver rilasciato titoli a oltre 2.500 studenti e vantava un “92% di laureati soddisfatti” e circa il “40% di occupati in vari settori lavorativi”. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di fonti aperte, hanno documentato la diffusione online di articoli, foto e video relativi a cerimonie di conferimento di lauree e lauree honoris causa, elementi che hanno permesso agli investigatori di individuare numerosi destinatari dei titoli.
Tra i laureati ad honorem figura anche il comico Pippo Franco, pseudonimo di Francesco Pippo, che il 16 aprile 2016 avrebbe ricevuto dal finto ateneo una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione. L’artista non risulta indagato ed è, secondo quanto ricostruito, del tutto ignaro di essere stato coinvolto nella vicenda.



